Roberto Bonfà

Quella che state per leggere è una pagina che avrei voluto (o forse "dovuto") scrivere in modo elegante, misurato e istituzionale. Una di quelle "About Me" con la foto in giacca, i bullet point delle competenze e una frase motivazionale attribuita a qualcuno di famoso in calce. Poi mi sono ricordato di chi sono - e ho cambiato strada.

Mi chiamo Roberto Bonfà - e ho compiuto 29 anni, se contiamo bene, diverse volte[^Sì, ho smesso di aggiornare il contatore. È una questione di sopravvivenza psicologica.]. Vivo da solo - nel senso che non ci sono esseri umani, ma il coefficiente di caos domestico resta comunque elevatissimo - in una casa dove il numero di cavi è inversamente proporzionale alle piante. Zero piante (vive/vere). Molti cavi. E due gatti che non hanno ancora capito che la casa è mia e non loro.

Se siete arrivati qui cercando una biografia professionale scritta in terza persona con "appassionato di innovazione digitale" e "orientato al risultato", mi dispiace deludervi. Quello che trovate qui è l'altro tipo di About Me: quello vero.


Roberto Bonfà: il carattere (e il caratteraccio)

Partiamo dalle basi, che almeno ci capiamo subito e non perdiamo tempo in giri di parole.

Sono socievole, gentile ed educato - con chi lo merita. Sono mattiniero, ma anche nottambulo. Capace di dare molto più di quello che mi si chiede, quando ci tengo davvero. Sono scherzoso - quasi sempre - e sarcastico con una frequenza che alcuni trovano scomoda. Per me è una feature, non un bug - e non ho intenzione di risolverlo.

Roberto Bonfà

Sono esageratamente trasparente: quello che penso, lo dico. Ahimè, spesso questa cosa non è vista positivamente, ma io non mi sono ancora abituato a tenerla a freno. Ho un filtro per l'imbarazzo e la vergogna che qualcuno, evidentemente, si è dimenticato di installarmi. Vado avanti ugualmente e vivo sereno.

Non mi importa quasi mai del parere altrui: faccio quello che voglio fare, quello che è giusto fare - sempre rispettando gli altri, nei limiti del possibile e del giusto. Mi sconcerta la superficialità delle persone che hanno bisogno di apparire a tutti i costi. Non è snobismo, è genuino fastidio per chi mette la forma davanti alla sostanza. In sostanza sono intollarante a molte persone.

Roberto Bonfà

Le preferenze che non ti aspetti

Preferisco fare shopping piuttosto che passare una giornata in piscina. Sceglierei mille volte una serata con gli amici davanti a una birra, rispetto a qualsiasi serata di caos organizzato chissà dove. Sono esageratamente testardo, caparbio e ostinato e ne sono consapevole, il che almeno è già qualcosa.

Odio volare con una intensità che mi ha portato a guidare tutta la notte attraverso sei paesi europei pur di non salire su un aereo[^Italia, Svizzera, Austria, Liechtenstein, Germania e Repubblica Ceca - tutto in auto, in una notte sola, fino a Praga. Preferibile a un volo di due ore? Assolutamente sì.]. Non è fobia diagnosticata - è una posizione ferma su una questione di principio. Il principio è che preferisco stare con i piedi per terra, e non nel senso metaforico.

Amo le giornate di pioggia e la neve. I temporali sono una delle poche cose che mi riappacificano davvero con il mondo - e questo la dice lunga. Odio il caldo: il tipo di odio viscerale, irrazionale e ben radicato che nessuna vacanza estiva riuscirà mai a scalfire.

Ho una memoria eccezionale - e non è sempre un vantaggio. Ricordo quasi tutto: conversazioni di anni fa, promesse non mantenute, il finale del film che mi hai rovinato spoilerandolo nel 2009. Non dimentico un torto e raramente perdono chi me ne ha fatto uno. È il mio lato oscuro meglio documentato.

Amo il mare e la montagna, il rumore delle onde e i temporali montani,
la spiaggia e il bosco.
Detesto i "quasi", i "forse" e i monosillabi.
Do peso alle parole - molto.
Do ancora più peso ai fatti.
Credo sempre che l'ultimo tentativo sia il penultimo.
Non so dire "addio" veramente.
So solo che resto - se credo in qualcosa, se mi sento voluto.

Il lato nerd: benvenuto nella mia casa-laboratorio

Sono fondamentalmente un nerd - e lo dico senza la minima intenzione di abbassare la voce o di aggiungere un "però" a giustificazione.

Casa mia è un ecosistema tecnologico che si è evoluto negli anni in modo che potrei definire organico, se per organico intendiamo "ho aggiunto pezzi ogni volta che non riuscivo a smettere di leggere del componente in questione, alle tre di notte". Ci sono NAS, Raspberry Pi, server, hub domotici, switch gestiti e una quantità di cavi che, in caso di apocalisse tecnologica, potrebbe rifornire un quartiere intero. Quasi tutto controllabile da smartphone con pochi passaggi - perché la complessità deve stare sotto il cofano, non nell'interfaccia.

Home Assistant: la domotica come ossessione dichiarata

La mia casa è molto domotizzata con Home Assistant[^Home Assistant è un sistema domotico open source che gira localmente, senza dipendenza da cloud di terze parti. Repository principale su GitHub: github.com/home-assistant/core.]: il sistema open source che, una volta che ci entri dentro, è impossibile lasciare.

Se vuoi capire com'è costruita questa infrastruttura - e quanto tempo ci ho passato sopra - ho scritto un articolo dettagliato: Home Assistant: la mia casa smart senza compromessi. Spoiler: è cominciato con "installo una cosa al volo" ed è finito mesi dopo con un sistema che fa cose che la maggior parte delle persone non sa nemmeno che si possano fare (e io ero tra questi).

Ghost, Chimera e il codice scritto di notte

Questo stesso sito gira su Ghost CMS[^Ghost è un CMS open source focalizzato sulla scrittura e sulla pubblicazione di contenuti. Sito ufficiale: ghost.org.] e il tema che vedi - chiamato Thesis - è un tema fortemente modificato sulla base dell'originale. Ho finito per scriverne tante componenti: footnotes interattive in stile Bigfoot, indice dei contenuti collassabile e sticky, share bar laterale, ecc. e tutto questo ha portato Gscan[^Gscan è lo strumento ufficiale di Ghost per validare la compatibilità dei temi. Disponibile su gscan.ghost.org.] a 100/100.

Ho anche creato un tema mio, sulla base di un altro apprezzatissimo tema Ghost - Liebling - abbandonato dal suo creatore. L'ho chiamato Chimera. La storia completa è tutta nel post Ghost Theme Chimera: il template che ho costruito. Trentuno versioni rilasciate, alcune a distanza di ore l'una dall'altra perché avevo trovato un bug mentre festeggiavo di aver risolto il precedente. Benvenuto nel ciclo della paranoia di sviluppo (e lo dico da NON sviluppatore).

Ho anche lasciato WordPress dopo anni di convivenza - e quella storia merita il suo post dedicato, perché il capitolo "plugin che si odiano a vicenda" da solo vale la lettura.

📝
Una nota per chi si chiede "ma chi te lo fa fare?"
Nessuno. È questo il bello. La curiosità - nel mio campo così come nella vita - è un requisito fondamentale. Tento sempre di ricavare il meglio da quello che scopro, di capire come funziona una cosa prima di usarla e di introdurre qualcosa di nuovo. Non so fare altrimenti.

Roberto Bonfà e gli inquilini non invitati

Nel 2018 qualcuno ha pensato bene di abbandonare un gatto in casa mia. L'ho chiamato Ted, come il personaggio di How I Met Your Mother. Ted è cresciuto, è diventato curiosissimo, è convinto di essere un cane e lo consideravo appiccicoso - come la colla Bostik (dalla quale il soprannome) - prima di imbattermi in Barney.

Roberto Bonfà
Ted

Nel 2021 ho aggiunto un secondo elemento caotico all'equazione: Barney (nome preso da...?), adottato per fare compagnia a Ted. Inizialmente Ted non ha apprezzato la cosa - e lo ha fatto capire con chiarezza cristallina. Ora vanno d'amore e d'accordo: giocano insieme, dormono insieme e distruggono casa insieme. Un'intesa perfetta, raggiunta nel peggiore dei modi: la distruzione.

Roberto Bonfà
Barney

Fisicamente hanno gli stessi colori, ma sono come il giorno e la notte. Ted è bello cicciottello e grande, con pelo lungo (che perde in quantità industriale) e animo docile e un po' fifone. Barney è praticamente una bomba atomica chiuso in un gattino piccolo. Ha il pelo corto, gli occhi diabolici e funziona a carica continua.

Roberto Bonfà
<-Barney & Ted ->

Roberto Bonfà: il percorso (breve e non lineare)

Mi sono diplomato al Collegio Arcivescovile Pio XI di Desio come perito tecnico commerciale. Poi ho fatto due anni di giurisprudenza all'Università degli Studi di Milano, prima di rendermi conto con una certa rapidità che "Avvocato Roberto Bonfà" avrebbe avuto un suono decisamente sbagliato[^A pensarci ora - mi viene ancora da ridere.].

Ho scelto il servizio civile invece di quello militare. Ho frequentato corsi di psicologia - non per capriccio, ma perché ho lavorato a lungo con bambini, adolescenti e anziani con disabilità più o meno gravi. Un lavoro che amavo davvero e che in qualche modo mi ha costruito molto più di qualsiasi corso formale. Poi, quasi per caso, ho imboccato la strada dell'informatica - e non l'ho più lasciata.


Roberto Bonfà: il lavoro

Sono partito dalle basi: poche conoscenze e tanta voglia di imparare. Ho attraversato realtà molto diverse - da una società di 30 dipendenti in forte crescita fino ad arrivare, oggi, a un'azienda con oltre 80.000 colleghi[^Ho avuto molte esperienze lavorative che, su un CV, non danno sempre un'ottima impressione. Chi legge superficialmente pensa che io sia uno a cui piace cambiare tanto per cambiare. In realtà ogni cambio mi ha fornito un'esperienza professionale e di vita preziosa - ho imparato tantissimo anche e soprattutto nei momenti di difficoltà.].

Oggi faccio parte della direzione Cybersecurity Anti Fraud and Business Continuity Management del gruppo Intesa Sanpaolo. Prima di questo, ho lavorato come Specialista IT nell'ufficio di sicurezza informatica di UBI Banca - ora parte di Intesa Sanpaolo.

Non entro nei dettagli del mio lavoro perché questa non è un'intervista. Diciamo solo che non mi annoio, che amo quello che faccio e che - dopo vent'anni di informatica e diversi anni di cybersecurity sul campo - ho ancora qualcosa da imparare ogni giorno. E mi piace così.


Roberto Bonfà: le certificazioni

Ho frequentato diversi corsi negli anni - tra i quali uno per condurre colloqui di lavoro da intervistatore. Ad aprile del 2015 mi sono certificato VMware VCP 550. Ho poi completato l'intero percorso di formazione Google Cloud dedicato alla sicurezza:

  • Google Cloud Fundamentals: Core Infrastructure
  • Networking in Google Cloud: Defining and Implementing Networks
  • Networking in Google Cloud: Hybrid Connectivity and Network Management
  • Managing Security in Google Cloud
  • Security Best Practices in Google Cloud
  • Mitigating Security Vulnerabilities on Google Cloud
  • Hands-On Labs in Google Cloud for Security Engineers

Aziende con le quali Roberto Bonfà collabora oggi

Intesa Sanpaolo

Aziende con le quali Roberto Bonfà ha collaborato ieri

  • UBI Sistemi e Servizi
  • Sorint Lab S.p.A.
  • Microsoft
  • Citrix
  • Business Competence
  • NTT Data Italia
  • Volocom Srl.
  • Saipem
  • ENI
  • UBI CentroSystem
  • Gruppo PA
  • SSI Srl.
  • DKV Salute S.p.A.
  • Newmed S.p.A.

Le passioni: quello che mi definisce davvero

La musica

Non ho un genere preferito - se una canzone mi piace, la ascolto. Dagli AC/DC a Billy Joel, da Beethoven a Elvis, passando da Bon Jovi a Lucio Dalla. Vivo ascoltando musica appena possibile e spesso mi isolo completamente nel mio mondo, con le cuffie. È uno dei pochi modi in cui riesco davvero a staccare da tutto il resto (temporali a parte).

Mi è stato chiesto di elencare 10 canzoni preferite - ci ho provato per settimane, ma escluderne qualcuna mi avrebbe fatto sentire in colpa. Ho fatto fatica anche a sceglierne solo 25, ma eccole (in ordine del tutto casuale):

Se qualcuno volesse, qui trovate anche una playlist contenente le mie canzoni preferite, che aggiorno spesso:

Cinema e serie TV

Ho guardato un numero di film che mi vergogno a quantificare - e mi vergogno di pochissime scelte. Dai thriller ai polizieschi, dai classici degli anni '80 ai blockbuster contemporanei. Ho una debolezza per quei film che ti lasciano con qualcosa in testa quando esci dalla sala - o ti allontani dal divano. In passato ho anche scritto recensioni per un sito di cinema (ora chiuso), il che mi ha "costretto" a guardare centinaia di film. Non me ne lamento.

Per le serie TV sono molto più selettivo. Breaking Bad, Game of Thrones (caso eccezionale e irripetibile), Bosch, Jack Reacher e L'Avvocato di difesa sono i miei parametri di riferimento: trama solida, personaggi credibili e regia che non si scusa di esistere On alcune dovute eccezioni). Non a caso molte di queste serie si basano sui libri degli autori che leggo - il cerchio si chiude sempre.

I 25 film che amo da impazzire (e non ci ho perso molto sonno per sceglierli, perché sono tutti irrinunciabili):

I libri

Preferisco thriller e gialli, possibilmente con una componente investigativa o legale. Lee Child[^Lee Child è l'autore della serie Jack Reacher, tra i thriller più venduti al mondo. Sito ufficiale: leechild.com.] con Jack Reacher, Michael Connelly[^Michael Connelly è l'autore di Harry Bosch e Mickey Haller - l'Avvocato di difesa. Sito ufficiale: michaelconnelly.com.] con Bosch e l'Avvocato di difesa, John Grisham con i suoi legal thriller. Non è una collezione - è una dipendenza. Una dipendenza sana, per quello che conta.

La criminologia

Sono molto affascinato dalla criminologia, con una profondità che sorprende la maggior parte delle persone. Guardo tutto ciò che esiste in materia, leggo, approfondisco e mi ritrovo spesso a intrattenere discussioni con persone che hanno una laurea specialistica nel campo. Non è un vanto - è il risultato naturale di una curiosità che, quando si fissa su qualcosa, non si ferma finché non ha capito tutto. E poi riparte da capo.

Lo sport

Amo il calcio e mi piace il pugilato. Odio la formula 1 e mi annoia il motociclismo - il che, evidentemente, mi taglia fuori da molte conversazioni da bar, ma non me ne dolgo.

La fotografia

Ho fatto corsi di fotografia, perché non mi basta mai sapere a intuizione come funziona una cosa - devo capirla davvero, con i meccanismi in mano. Nel tempo ho capito che come passione è parecchio impegnativa, ma il fascino non è mai passato del tutto. La macchina è lì, pronta. Il tempo è quello che è.

Le collezioni

Mi piace collezionare oggetti specifici - non per status, ma perché alcune cose mi affascinano nel meccanismo e nel design. Tra le mie collezioni:


Roberto Bonfà: il lato oscuro

È più facile deludermi che sorprendermi. Non mi scandalizzano quasi mai le cose - ma io riesco ancora a scandalizzare quando voglio. Non lo dico con orgoglio: lo dico come dato di fatto.

Sono molto pretenzioso nei confronti di chi mi circonda: pretendo di essere trattato come io tratto gli altri. Non è una pretesa irragionevole - è solo che il mondo ha un numero sorprendentemente alto di persone che non la vedono così.

Posso essere impulsivo e risultare scontroso, ma sono sempre sincero: quello che dico corrisponde esattamente a quello che penso, senza mediazioni e senza filtri diplomatici applicati in extremis. Sono vendicativo e rancoroso - non lo nego - e soprattutto non dimentico mai un torto. Raramente perdono chi me ne ha fatto uno.

Odio le falsità, le menzogne e l'essere ingannato - in assoluto. Chi mi mente una volta, ha già esaurito tutto il credito che aveva accumulato. Non è rigidità: è coerenza con quello che chiedo anche a me stesso.


Una cosa in più

Se siete arrivati fin qui senza stancarvi, allora c'è una buona probabilità che questo lato di me, il blog, faccia al caso vostro. Non ho smesso di avere cose da dire - su tecnologia, domotica, libri, film e qualsiasi altra cosa mi accende la curiosità - e finché le ho, continuerò a scriverle.

Questo blog è il posto giustoper farlo. E se volete sapere altro - su di me, sul mio homelab o su come ho convinto due gatti che vivere in casa mia fosse una buona idea - potete sempre contattarmi. Non mi tirerò indietro.