Pagamenti USA: come funzionano (spoiler: è un casino)

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Come sempre, questo contenuto è basato su ricerche fatte in ogni dove e per sfamare la mia curiosità, al fine di capire qualcosa che ho letto su romanzi o visto in serie TV o in qualche film.

I pagamenti USA sono uno di quegli argomenti che, da europeo, ti fanno rivalutare profondamente la burocrazia italiana. E non è un complimento per nessuno dei due sistemi.

Ho iniziato ad approfondire il tema per la stessa ragione per cui ho scritto post su Venmo, sul Credit Score e su altre "americanate": guardando serie TV e leggendo romanzi di Michael Connelly o John Grisham, ecc. mi sono imbattuto troppe volte in scene in cui un personaggio paga con un assegno personale (nel 2026?), oppure digita freneticamente sull'app di Zelle (che diamine è?) mentre un detective gli chiede spiegazioni. Ho pensato: "Ma come diavolo funzionano i soldi là?"

La risposta breve è: malissimo, almeno dal punto di vista di chi è cresciuto con i contanti, i bonifici SEPA e (ora) il contactless. La risposta lunga è questo post (lungo).


Perché i pagamenti USA sono un mondo a parte

Un sistema nato prima delle regolamentazioni moderne

Il sistema finanziario statunitense è cresciuto in modo organico e caotico, come un homelab a cui aggiungi pezzi senza mai rifare il cablaggio da zero (e chi mi conosce sa che parlo per esperienza). Le prime banche americane operavano con regole locali, ogni Stato faceva un po' come gli pareva e nessuno si è mai seduto a un tavolo per dire: "Ok, facciamo un sistema unico che funzioni per tutti."

Il risultato? Un ecosistema dove convivono tecnologie degli anni '70 (la rete ACH, tanto per dirne una) con app mobilissime del 2026. È come avere un mainframe IBM collegato a un Raspberry Pi e sperare che non esploda tutto. Spoiler: ogni tanto esplode.

L'assenza di un equivalente SEPA

In Europa abbiamo il SEPA (Single Euro Payments Area), che ci permette di fare un bonifico dalla nostra banca italiana a una banca tedesca, francese o olandese come se fosse un'operazione interna. Un'unica area, un unico standard, tempi ragionevoli e costi minimi (o nulli) [^Il Regolamento (UE) 2024/886 è stato adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 13 marzo 2024 e modifica normative precedenti come il Regolamento SEPA e la PSD2 per accelerare l'adozione dei bonifici istantanei in euro nell'UE. Questo testo introduce obblighi specifici per i prestatori di servizi di pagamento (PSP), rendendo i pagamenti più rapidi (entro 10 secondi), accessibili 24/7 e con costi ridotti o pari a quelli dei bonifici standard.].

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La PSD2 (Payment Services Directive 2) è una normativa europea entrata in vigore per rendere i pagamenti digitali più sicuri, innovativi e competitivi. Introduce l'autenticazione forte del cliente (SCA) per ridurre le frodi e abilita l'Open Banking, permettendo a terze parti autorizzate di accedere ai dati bancari, previo consenso, per offrire nuovi servizi finanziari.

Negli Stati Uniti non esiste nulla di paragonabile. Ogni banca ha le sue regole, i suoi tempi e le sue commissioni. Il concetto di "trasferimento immediato e gratuito tra conti" è arrivato con decenni di ritardo e, a dirla tutta, non è ancora universale. Se il sistema europeo è un'autostrada a sei corsie, quello americano è una rete di strade statali con semafori rotti e buche creative.

Pagamenti USA

Le credit union — Un'alternativa alle banche che in Italia non esiste

Negli USA non ci sono solo le banche tradizionali. Esistono le credit union, cooperative finanziarie senza scopo di lucro possedute dai propri membri[^Le credit union sono regolamentate a livello federale dalla National Credit Union Administration (NCUA) e funzionano come cooperative: i depositanti sono tecnicamente "soci" dell'istituzione, non semplici clienti]. Pensatele come delle banche "di quartiere" gestite dai correntisti stessi. Offrono spesso tassi migliori sui prestiti e commissioni più basse, ma con meno sportelli e tecnologie talvolta più datate. In Italia non esiste un equivalente diretto: le nostre BCC (Banche di Credito Cooperativo) ci si avvicinano, ma il modello americano è molto più radicato e diffuso.


Carte di credito e di debito — Due mondi, un ecosistema

Perché gli americani accumulano carte di credito (e diffidano delle debit card)

Pagamenti USA

Se in Italia avere una carta di credito è già tanto, negli Stati Uniti averne cinque o sei è la norma. Non è consumismo sfrenato (ok, non solo consumismo sfrenato): è che l'intero sistema finanziario americano è costruito attorno al credito. Ogni acquisto con carta di credito alimenta il Credit Score, quel numero a tre cifre che decide se potrai affittare un appartamento o marcire sotto un ponte.

Le debit card, al contrario, sono viste con sospetto. Il motivo è semplice e brutale: se qualcuno clona la tua debit card i soldi spariscono direttamente dal tuo conto corrente. Con una carta di credito, invece, stai spendendo soldi della banca — e la banca ha un interesse enorme a proteggerli. Le tutele sul chargeback (il rimborso in caso di frode) sono enormemente più forti sulle carte di credito, grazie al Fair Credit Billing Act[^Il Fair Credit Billing Act limita la responsabilità del titolare di una carta di credito a un massimo di 50 dollari in caso di uso fraudolento. Per le debit card la situazione è molto meno protettiva].

Rewards, cashback e il fenomeno del churning

Le carte di credito americane offrono programmi di rewards che farebbero impallidire qualsiasi cashback europeo. Si parla di 2-5% di ritorno su ogni acquisto, miglia aeree a valanga, accesso a lounge aeroportuali e bonus di iscrizione che possono valere centinaia di dollari. Tutto bello? Certo, se paghi il saldo ogni mese. Altrimenti è una trappola con gli interessi (letteralmente).

Pagamenti USA
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Prendete, ad esempio, quanto fanno American Express con i Membership Rewards che sono disponibili anche in Italia o - da meno tempo - Revolut con i RevPoints.
La prima (Amex) è una carta di credito disponibile in varie "versioni" (Platinum, Gold, Silver, ecc.) e la seconda (Revolut) è una carta di debito disponibile anch'essa con diversi piani (Ultra, Metal, Plus, ecc.). L'accumulo di questi "punti" consente di ottenere "premi".

Il churning è la pratica di aprire carte di credito in serie solo per intascare i bonus di benvenuto, usarle il minimo indispensabile e poi passare alla successiva. È un vero e proprio sport nazionale, con community online dedicate e fogli Excel degni di un sistemista senior che ottimizza le risorse di un cluster. La cosa funziona finché non si sbaglia un pagamento e il castello di carte (di credito) crolla portandosi dietro il punteggio FICO.

APR, minimum payment e la trappola del debito revolving

Ogni carta di credito americana ha un APR (Annual Percentage Rate), ovvero il tasso di interesse annuo applicato al saldo non pagato. I valori tipici oscillano tra il 20% e il 30% — numeri che in Europa farebbero scattare un'indagine dell'AGCM. Il trucco perverso è il minimum payment: la banca ti chiede di pagare solo una piccola percentuale del debito ogni mese (spesso il 2-3%). Sembra generoso, vero? È la trappola perfetta. Pagando solo il minimo, gli interessi si accumulano su interessi in un ciclo infinito chiamato debito revolving. È matematica finanziaria applicata al sadismo.

PIN vs. firma — Il meccanismo delle carte di debito

Negli USA le carte di debito funzionano con una doppia modalità che a un europeo sembra assurda. Si può pagare con il PIN (come facciamo noi) oppure firmando lo scontrino. Sì, firmando. Nel 2026. La firma attiva il circuito di credito della carta (Visa o Mastercard) e genera una commissione più alta per il commerciante, il PIN attiva il circuito di debito diretto. Molti esercenti preferiscono il PIN perché le commissioni sono inferiori; molte banche preferiscono la firma perché guadagnano di più. Il consumatore sta nel mezzo, confuso.

Store card e carte charge — Varianti poco note

Le store card sono carte di credito utilizzabili solo in un determinato negozio o catena (Target, Walmart, Amazon, ecc.). Offrono sconti dedicati ma APR stellari che toccano anche il 30%. Le charge card (come l'American Express tradizionale) non hanno un limite di credito predefinito ma pretendono il pagamento integrale ogni mese, senza possibilità di revolving. Sono l'equivalente finanziario di un genitore severo ma giusto.


Il contante e gli assegni — Più vivi di quanto pensi

Chi usa ancora il cash e il ruolo della cultura del tipping

Il contante negli USA è tutt'altro che morto, anche se in certi quartieri (di New York o San Francisco, ad esempio) ti guardano come un alieno se tiri fuori una banconota. La ragione principale della sopravvivenza del cash è la cultura della mancia (tipping). Camerieri, baristi, tassisti, fattorini — in America la mancia non è un gesto carino ma un'integrazione fondamentale dello stipendio. Spesso la mancia si lascia in contanti, perché arriva direttamente al lavoratore senza passare dal datore di lavoro (e dal fisco). Il contante resta anche lo strumento preferito da chi è ai margini del sistema bancario: circa 6 milioni di famiglie americane non hanno un conto corrente[^Secondo i dati più recenti della FDIC, nel 2023 circa il 4,2% delle famiglie statunitensi era "unbanked", ovvero priva di accesso a un conto corrente bancario].

Pagamenti USA

Gli assegni personali — Sì, nel 2026 li usano ancora

Questa è la parte che, da italiano, mi manda in cortocircuito. Nel 2026, negli Stati Uniti, si scrivono ancora assegni personali (una cosa che, da noi, salvo rare eccezioni, è quasi sparita). Non pochi. Ne circolano circa 11 miliardi all'anno. Il volume è crollato del 75% dal 2000 ma resta comunque enorme. Gli assegni muovono più denaro di tutte le carte di credito e debito messe insieme — parliamo di 27.500 miliardi di dollari solo nel 2021[^La Federal Reserve pubblica periodicamente dati sui volumi dei diversi strumenti di pagamento negli USA. Gli assegni rappresentano ancora il 21% del valore totale dei pagamenti non-cash].

Chi li usa? Anziani (oltre due terzi degli over 65), piccole imprese, proprietari di immobili che incassano gli affitti, studi legali e contabili. La cosa surreale è che il governo federale stesso ha emesso assegni cartacei fino al 30 settembre 2025, quando un ordine esecutivo ha finalmente imposto il passaggio ai pagamenti elettronici[^Executive Order 14247, intitolato "Modernizing Payments To and From America’s Bank Account", firmato dal Presidente Donald J. Trump il 25 marzo 2025.].

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La frode sugli assegni è esplosa
L'FBI e il servizio postale USA hanno lanciato un allarme congiunto: il furto di assegni dalla posta è raddoppiato negli ultimi anni. I truffatori rubano gli assegni dalle cassette postali, li alterano chimicamente cambiando nome del beneficiario e importo e li incassano. Nel 2024 le segnalazioni sospette legate a frodi sugli assegni hanno raggiunto quasi il doppio dell'anno precedente (682.000). Un problema del XIX secolo risolto con tecniche del XXI — c'è una certa ironia.

Mobile check deposit — Fotografare un assegno per incassarlo

L'unica concessione alla modernità è il mobile check deposit: si scatta una foto dell'assegno con lo smartphone e la banca lo accredita sul conto. Funziona, ma il tempo di accredito può variare da poche ore a diversi giorni lavorativi. È come scannerizzare un fax per mandarlo via email — tecnicamente funzionale, filosoficamente discutibile.

Pagamenti USA

I pagamenti P2P — Zelle, Venmo e Cash App

Zelle — Il sistema integrato nelle banche (e le sue trappole)

Zelle è il colosso dei pagamenti P2P americani. Nel 2024 ha processato miliardi di transazioni per cifre da capogiro[^3,6 miliardi di transazioni per un valore superiore a 1.000 miliardi di dollari]. È integrato direttamente nelle app delle principali banche americane (JPMorgan Chase, Bank of America, Wells Fargo, ecc.) e funziona come un trasferimento istantaneo da conto a conto usando solo l'email o il numero di telefono del destinatario.

Pagamenti USA
Fontetheverge.com

Il problema? I pagamenti Zelle sono istantanei e irreversibili. Se mandi soldi alla persona sbagliata o cadi in una truffa, quei soldi sono andati. Il procuratore generale di New York ha fatto causa a Early Warning Services (la società dietro Zelle) accusandola di aver permesso frodi per oltre un miliardo di dollari tra il 2017 e il 2023[^La causa è stata presentata nel 2025 dal procuratore generale di New York Letitia James. Fonte: AG New York]. Solo il 12% dei consumatori truffati ha ottenuto un rimborso nel 2023. Una percentuale che definire "deprimente" sarebbe un eufemismo.

Venmo e Cash App — Cenni e differenze chiave

Venmo (di proprietà PayPal) è il pagamento P2P "social", con feed pubblico e emoji. Cash App (di Block, ex Square) è più orientata ai servizi finanziari integrati: conto, carta, investimenti e persino Bitcoin. Entrambe sono enormemente diffuse ma nessuna delle due è integrata nelle banche come Zelle.

Venmo nel dettaglio

Ho scritto un post dedicato interamente a Venmo, con tutto quello che c'è da sapere dal punto di vista di un italiano curioso: Venmo spiegato: guida completa per italiani curiosi

Caratteristica Zelle Venmo Cash App
Integrazione bancaria Diretta (dentro l'app della banca) App separata App separata
Velocità Istantaneo Istantaneo (o 1-3 giorni per trasferire al conto) Istantaneo (con commissione) o 1-3 giorni
Costo invio Gratuito Gratuito (da saldo o conto) Gratuito (da saldo o conto)
Componente social Nessuna Feed pubblico con note e emoji Minimale
Protezione frodi Quasi nulla Limitata Limitata
Investimenti/Crypto No No (recente dismissione crypto) Sì (azioni e Bitcoin)

Wallet digitali e Buy Now, Pay Later

Apple Pay, Google Pay — Stato dell'adozione rispetto all'Europa

Qui arriva il paradosso più gustoso. Gli USA, patria di Apple e Google, sono indietro rispetto all'Europa nell'adozione dei wallet digitali per i pagamenti in negozio. Il motivo è strutturale: per anni i terminali di pagamento americani non supportavano il contactless. Mentre noi in Italia appoggiavamo la carta o lo smartphone al POS dal 2015-2016, molti esercenti americani avevano ancora i lettori a strisciata magnetica. La situazione sta migliorando rapidamente — nel 2025 la stragrande maggioranza dichiara di preferire il contactless in negozio — ma partivano da così indietro (e con "dimensioni" ben più grandi di un singolo stato europeo) che il divario non è ancora colmato del tutto.

BNPL (Afterpay, Klarna, Affirm) — Il debito invisibile

Pagamenti USA

Il Buy Now, Pay Later è esploso anche in Europa, ma negli Stati Uniti ha raggiunto dimensioni impressionanti. Servizi come Affirm, Afterpay e Klarna permettono di dividere un acquisto in rate (tipicamente 3/4/5) senza interessi. Il problema è che molti americani usano il BNPL in aggiunta alle carte di credito, accumulando strati di debito che non compaiono nel Credit Score (almeno non subito). È debito fantasma: c'è, ma nessuno lo vede finché non è troppo tardi. Se il debito revolving delle carte di credito era la trappola visibile, il BNPL è la sporcizia con il tappeto sopra.


ACH, Wire Transfer e FedNow — I "bonifici" americani

ACH vs. SEPA — Tempi, costi e logiche diverse

La rete ACH (Automated Clearing House) è l'infrastruttura che muove la maggior parte dei trasferimenti bancari interni negli USA: stipendi, addebiti automatici, pagamenti tra conti. È stata creata negli anni '70 e funziona ancora con la stessa logica: i pagamenti vengono raggruppati in "lotti" (batch) e processati in blocco alcune volte al giorno. Il risultato? Un trasferimento ACH impiega tipicamente 1-3 giorni lavorativi. A volte di più.

Per confronto, un bonifico SEPA standard in Europa arriva in un giorno lavorativo (e il SEPA Instant in meno di 10 secondi, gratis o quasi). L'ACH è gratuito o quasi per i consumatori ma lento come un backup su nastro degli anni '90.

Wire Transfer — Veloce ma salato

Il wire transfer è la versione "premium" del trasferimento USA: arriva lo stesso giorno (spesso in poche ore) ma costa tra i 25 e i 50 dollari per transazione[^Il sistema Fedwire gestisce i wire transfer domestici negli USA. Dettagli operativi e costi sul sito della Federal Reserve Financial Services]. In Europa pagare 30 euro per un bonifico istantaneo ci farebbe urlare allo scandalo; negli USA è considerato normale per trasferimenti importanti come caparre immobiliari o pagamenti commerciali.

Pagamenti USA
Fonte: razorpay.com

FedNow — La risposta tardiva al bonifico istantaneo

Nel luglio 2023 la Federal Reserve ha finalmente lanciato FedNow, il suo sistema di pagamenti istantanei. A fine 2025 conta oltre 1.500 istituti finanziari aderenti su circa 9.000 totali nel paese[^Il FedNow Service ha superato i 1.500 partecipanti a fine 2025 con una crescita del 44% anno su anno. Fonte: Federal Reserve Financial Services]. Il volume delle transazioni ha avuto una crescita esplosiva, ma da una base ridicola. Per dare un'idea: nei primi otto mesi del 2025 le transazioni FedNow sono state poco più di 5 milioni. In confronto, il SEPA Instant europeo processa miliardi di operazioni all'anno.

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FedNow e i soccorsi in caso di disastro
A settembre 2025 il Dipartimento del Tesoro USA ha iniziato a utilizzare FedNow per erogare pagamenti istantanei di soccorso tramite la FEMA (l'agenzia federale per le emergenze). La prima transazione è arrivata a una piccola banca dell'Alabama in tempo reale. È un caso d'uso che ha senso: quando un uragano ti distrugge la casa, aspettare 3 giorni per un ACH non è esattamente ideale.

Il Credit Score — Il numero che governa tutto

Cenni e impatto sull'intero ecosistema dei pagamenti

Il Credit Score è il fulcro invisibile attorno al quale ruota l'intero sistema dei pagamenti americani. Determina quali carte di credito puoi ottenere, a quali tassi, con quali limiti e con quali benefit. Un punteggio basso significa carte con APR da usura e nessun reward; un punteggio alto apre le porte a cashback generosi, lounge aeroportuali e limiti di credito a sei cifre.

Ho dedicato un post intero a questo meccanismo perverso e affascinante. Se l'argomento vi incuriosisce (e dovrebbe, perché è uno dei sistemi più assurdi mai concepiti da mente umana), lo trovate qui: Credit Score: il numero che decide la vita in USA.


Sicurezza e frodi

Il ritardo su chip EMV e contactless

Gli Stati Uniti hanno adottato il chip EMV con un ritardo clamoroso rispetto all'Europa. Mentre noi lo usavamo dal primo decennio del 2000, gli americani hanno continuato allegramente a strisciare la banda magnetica fino al 2015, quando le reti Visa e Mastercard hanno finalmente imposto il cosiddetto liability shift (chi non adotta il chip si becca la responsabilità delle frodi). Nel 2025 l'adozione EMV per le transazioni in negozio ha raggiunto il 95% negli USA, contro il 99% dell'Europa[^Statistiche aggiornate al Q4 2024 pubblicate da EMVCo]. Ci sono voluti vent'anni di ritardo per raggiungere quasi la parità. "Quasi" è la parola chiave.

Il contactless è un altro capitolo doloroso. Mentre in Europa (Italia inclusa) il tap-to-pay è diventato lo standard ben prima della pandemia, negli USA l'adozione di massa è arrivata solo nel 2020-2021 trainata dal Covid. Prima di allora, trovare un terminale contactless in un negozio americano era come trovare un router funzionante in un hotel italiano degli anni 2000 — tecnicamente possibile ma statisticamente improbabile.

Chargeback, skimming e truffe via Zelle

Il chargeback è la grande arma del consumatore americano con carta di credito: se qualcosa non va puoi contestare l'addebito e la banca (quasi sempre) ti restituisce i soldi, scaricando il problema sul commerciante. È un sistema potente ma anche ampiamente abusato — il cosiddetto friendly fraud, dove il consumatore contesta acquisti legittimi per riavere i soldi, costa ai commercianti miliardi all'anno.

Lo skimming (la clonazione fisica delle carte ai terminali di pagamento) è stata per anni una piaga americana, proprio per l'uso prolungato della banda magnetica. Con l'adozione del chip EMV il fenomeno si è ridotto drasticamente per le transazioni in presenza ma si è spostato online: le frodi card-not-present rappresentano oggi oltre il 50% di tutte le frodi su carte di credito.

Le truffe via Zelle (ne ho parlato sopra) sono un capitolo a parte: social engineering puro, spesso basato su impersonificazione di banche o enti governativi. Le perdite stimate superano i 725 milioni di dollari all'anno.

Perché i dati delle carte USA finiscono così spesso nel dark web

La risposta è quasi banale per chi mastica un po' di cybersecurity: per anni le transazioni americane hanno viaggiato su banda magnetica, un sistema di una semplicità imbarazzante da clonare. Aggiungeteci data breach colossali (Equifax 2017, Capital One 2019, decine di retailer) e ottenete un mercato nero di dati di carte USA che è il più florido del pianeta. I dati fullz (nome, numero carta, CVV, indirizzo, SSN) di un americano si vendono nel dark web per pochi dollari. La transizione al chip e alla tokenizzazione sta riducendo il problema ma il danno storico è già fatto e i database rubati circolano ancora.


USA vs. Europa — Le differenze che saltano all'occhio

Contactless, PSD2, autenticazione forte — Cosa manca oltreoceano

In Europa la direttiva PSD2 ha imposto l'autenticazione forte (Strong Customer Authentication, SCA) per praticamente qualsiasi transazione online: codice via SMS o app, biometria, doppia conferma. Negli USA? Non esiste un equivalente federale. Ogni banca decide per sé quanta sicurezza implementare. Il risultato è un mosaico frammentato dove alcune banche offrono sistemi all'avanguardia e altre ti permettono ancora di autorizzare pagamenti con un semplice "sì" via SMS.

Il GDPR europeo ha imposto regole ferree sulla protezione dei dati personali. Negli USA non esiste una legge federale equivalente sulla privacy — solo un patchwork di leggi statali (la più nota è il CCPA californiano). Per chi si occupa di cybersecurity, questa assenza è una voragine.

L'assenza di un IBAN e il caos dei trasferimenti

Pagamenti USA

In Europa ogni conto corrente ha un IBAN — un codice standardizzato che identifica univocamente il conto in qualsiasi banca dell'area SEPA. Negli USA non esiste nulla di simile. Per fare un trasferimento servono il routing number (che identifica la banca) e l'account number (che identifica il conto). Sono due numeri separati, stampati sugli assegni (sì, ancora loro) e spesso diversi per operazioni diverse dello stesso conto. È un sistema che sembra progettato da qualcuno che odiava la standardizzazione.

Gift card e carte prepagate — Un mercato enorme e peculiare

Le gift card negli USA muovono un mercato da oltre 200 miliardi di dollari all'anno. Non sono solo un regalino dell'ultimo minuto: vengono usate come forma di pagamento alternativa, come strumento per i non bancarizzati e, purtroppo, come mezzo di riciclaggio e truffa. Le carte prepagate ricaricabili (come quelle di Green Dot o NetSpend) funzionano come conti correnti "light" per chi non ha accesso al sistema bancario tradizionale. In Italia le carte prepagate esistono (PostePay docet) ma non hanno la stessa rilevanza sistemica: da noi sono un complemento, non un'ancora di salvezza.


Chiudo il post con un confronto brutale

Dopo aver messo in fila tutto questo casino, una cosa è chiara: il sistema dei pagamenti USA è un Frankenstein tecnologico-finanziario, nato dalla stratificazione di decenni di soluzioni parziali mai integrate tra loro. Non c'è un'autorità centrale che imponga standard comuni (la Fed ci prova con FedNow, ma è come mettere un cerotto su una frattura esposta). Non c'è una legge unica sulla privacy. Non c'è un IBAN. Non c'è il SEPA. Non c'è l'autenticazione forte obbligatoria.

E noi? Noi italiani ci lamentiamo del sistema bancario (e a ragione, spesso). Ma dopo aver studiato quello americano, il mio prossimo bonifico SEPA Instant — gratuito, in 10 secondi, protetto da GDPR e PSD2 — me lo godrò come una piccola conquista di civiltà (beh, si fa per dire visto che un bonifico rappresenta una spesa...).

Se guardando Lincoln Lawyer o leggendo un romanzo di Patterson vi imbatterete nella prossima scena di pagamento incomprensibile, adesso avrete le coordinate per capire cosa sta succedendo (almeno spero, perché io ho ancora un po' le idee confuse). E per ringraziare silenziosamente il noioso ma funzionale sistema europeo.

Io, intanto, continuo a studiare queste assurdità d'oltreoceano. Qualcun altro, curioso come me, dovrà pur essere qui in giro.